Videosorveglianza bloccata per ferie
Il servizio non entrerà in funzione per la carenza di organico al comando dei vigili

ALESSANDRA MALANGA Videosorveglianza, ultimo atto. Il Consiglio comunale sarà chiamato, domani, ad approvare il regolamento per la tutela della privacy. Quindi, dopo quest'ennesimo placet, il servizio potrebbe immediatamente essere attivato. Manca, infatti, solo il collaudo del sistema, che, volendo, può essere effettuato ad horas, dal momento che è affidato agli stessi tecnici comunali. La conferma arriva anche dall'assessore alla Riqualificazione Urbana, Maurizio Petracca: «Si potrebbe entrare nella fase operativa anche martedì, il giorno dopo l'approvazione del regolamento - dice -. Il collaudo richiede tempi brevi per essere eseguito. Così come non ci vuole molto a predisporre, nei pressi delle telecamere, la segnaletica verticale che avvisa che la zona è controllata elettronicamente. Infine, l'ultima telecamera non ancora installata, quella di Picarelli, sarà montata probabilmente già domani, visto che è stato risolto il problema relativo ai collegamenti telefonici. Da un punto di vista tecnico e, dopo le decisioni del Consiglio, credo anche amministrativo, da martedì sarà tutto pronto. La decisione sulla data di avvio ufficiale spetta però al comandante di Polizia municipale, responsabile della gestione del servizio». A questo punto, però, tutto sembra incepparsi per «ferie in corso». «La videosorveglianza non sarà attivata prima del mio rientro dalle ferie», afferma infatti il comandante Carmine Tirri, che rientrerà in sede soltanto verso la fine del mese. Insieme a lui, sono in ferie anche molti caschi bianchi che fanno parte dell'organico della caserma di Largo Santo Spirito. E nessuno pare possa sostituire gli assenti. Di conseguenza, ferie prolungate anche per gli occhi elettronici che avrebbero dovuto vigilare per garantire un'estate tranquilla agli avellinesi. Se tutto va bene, il servizio sarà attivato ad agosto. E il progetto «Estate tranquilla» sbandierato dal Comune per monitorare, soprattutto di sera, le strade più frequentate dai giovani? Le ferie del comandante e dei vigili sono sacre e non si toccano e, quindi, ancora un rinvio. Con il rischio che le 9 telecamere installate fino a oggi vengano danneggiate, se non addirittura trafugate. L'impianto, a dire il vero, è già in funzione proprio per evitare che le macchine possano essere manomesse. Le riprese, però, non vengono registrate, in quanto il servizio non è ufficialmente attivo. In teoria, qualche vigile urbano dovrebbe visionare tutti i monitor 24 ore su 24 per cogliere in flagranza eventuali vandali o ladri intenzionati a impossessarsi delle telecamere. Ma, data la carenza di organico che si registra in questo periodo al comando di polizia municipale, difficilmente la sala operativa allestita all'interno della caserma di Largo Santo Spirito potrà risultare adeguatamente frequentata. Il progetto per l'attivazione del sistema di videosorveglianza in città è stato avviato circa un anno e mezzo fa, durante il commissariamento seguito alle dimissioni del sindaco Di Nunno. Rientra nel Programma Operativo Nazionale di Sicurezza della Regione Campania L'installazione delle telecamere e delle altre apparecchiature, effettuata dalla ditta partenopea "Nexera", è costata 97mila e 300 euro. La cifra è stata anticipata dal Comune, in attesa che vengano erogati i finanziamenti ministeriali. Il servizio dovrà non solo garantire una maggiore sicurezza, ma anche controllare il traffico veicolare.

"Il Mattino" 10/07/05


Dieci telecamere già attive ma il dispositivo si estenderà

Dieci gli occhi elettronici che dovranno sorvegliare altrettanti punti nevralgici della città. Nove telecamere sono installate da tempo a piazza Amendola, borgo Ferrovia, rione San Tommaso, piazza Kennedy, piazza Libertà, Quattrograna Ovest, piazza Aldo Moro, via Colombo e campo Genova. L'ultima sarà sistemata, probabilmente già domani, a Picarelli. Sarà poi possibile stendere il servizio ad al tre zone, collegando le telecamete alla rete. Allestita anche la sala operativa presso il comando di Polizia municipale. Già completati i corsi per mettere in condizione i vigili urbani di svolgere il servizio. Massima l’intesa con polizia e carabinieri. Non dovrebbe riservare sorprese l'approvazione del regolamento comunale per la disciplina della videosorveglianza, che domani sarà sottoposto all'esame del Consiglio. Il documento ha infatti già ricevuto l'okay delle circoscrizioni e della commissione comunale regolamenti, che ne ha anche integrato alcune parti. «È stata introdotta una serie di misure aggiuntive soprattutto per l'accesso alla sala operativa - dice il consigliere Vincenzo Sbrescia, presidente della commissione -. È stata richiesta, ad esempio, l'assegnazione di password per accedere ai monitor e la comunicazione al sindaco dell'avvenuta cancellazione dei dati». al.ml.

"Il Mattino" 10/07/05


«Così saremo più tranquilli»
Alle nove di ieri mattina, i due monitor allestiti nella sala operativa, al terzo piano della caserma San Generoso, sede della Polizia Municipale, hanno iniziato a registrare le immagini riprese dalle dieci telecamere. La videosorveglianza, tanto sollecitata dalle forze dell'ordine e tanto attesa dai cittadini, è ufficialmente partita. L'occhio del ”Grande Fratello” ha ripreso, nella prima giornata di avvio del nuovo servizio, le immagini di una città tranquilla, quasi in ferie. Nessun ingorgo, nessun incidente, nè tantomeno fatti legati alla microcriminalità che avrebbero richiesto l'intervento delle forze di polizia. Queste immagini, saranno automaticamente distrutte dopo 24 ore dalle riprese. Nella sala operativa, i sei vigili urbani, appositamente formati, e affiancati in questa prima settimana dai tecnici della Nexera - la società che ha realizzato il progetto - sono pronti per una nuova giornata di lavoro davanti ai due monitor, divisi ognuno in cinque sezioni dove appaiono, in tempo reale, le immagini riprese delle dieci telecamere. Ieri mattina, intanto, il sindaco, Giuseppe Galasso e l'assessore alla Riqualificazione Urbana, Maurizio Petracca, hanno tenuto a battesimo il progetto di videosorveglianza annunciando l'estensione, nel giro di qualche mese, ad altre cinque zone. Presenti anche Vincenzo Sbrescia, presidente della Commissione che ha stilato il regolamento sulla privacy e il comandante dei Vigili Urbani, Carmine Tirri, responsabile del servizio. Per il sindaco Galasso, l'avvio della videosorveglianza «è soprattutto il segno d'apertura dell'amministrazione comunale verso la soluzione del problema della microcriminalità in città». Il primo cittadino è consapevole che, da sola, la videosorveglianza «non può essere la soluzione di tutti i problemi legati alla criminalità, ma è un contributo valido e importante per dare maggiore tranquillità ai cittadini e, al tempo stesso, scoraggiare i malintenzionati». Per l'assessore Petracca, che ha seguito il progetto fino all'attivazione, «l'estensione della videosorveglianza nelle altre zone ”calde” della città completerà, sul piano della sicurezza, il programma partito per monitorare quanto accade nelle aree a rischio criminalità sia per prevenire i reati sia per facilitare agli organi di polizia, il lavoro investigativo». Il garante del servizio, il comandante Carmine Tirri, ha sottolineato l'aspetto relativo alla tutela della privacy. «Il regolamento è rigido - ha detto - non ci saranno violazioni. I cittadini possono stare tranquilli perchè la loro privacy sarà rispettata al massimo». Le dieci telecamere, installate a Campo Genova, contrada Quattrograna Ovest, rione San Tommaso, via De Concilij, piazza Kennedy, piazza Libertà, piazza Aldo Moro, piazza Amendola e Picarelli, sono collegate alla sala controllo del Comando della Polizia Municipale. A breve, però, sarà attivato anche il filo diretto con i palmari in dotazione ai vigili urbani che avranno, così, la possibilità di intervenire secondo le indicazioni che le telecamere daranno sulla cartina digitale della città collegata ai due monitor.

"Il Mattino" 26/07/05


Strade sicure, presto altre cinque telecamere
CINZIA PUOPOLO Autostazione, villa comunale, viale Italia, via Morelli e Silvati, piazza Castello: queste le cinque nuove zone ”calde” dove prossimamente il Comune di Avellino estenderà il servizio di videosorveglianza, che è stato attivato e presentato ieri mattina. All'indomani dell'avvio del primo progetto, l'assessorato alla Riqualificazione Urbana è già al lavoro per aumentare il numero delle zone controllate dall'occhio elettronico. Tutto è pronto, le aree sono state individuate dal Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica e sono le stesse indicate dalla Confcommercio al prefetto, Costantino Ippolito. La richiesta di un nuovo finanziamento sarà presentata, però, soltanto alla fine di marzo, quando si apriranno i termini per accedere ai fondi che la Regione Campania stanzia, attraverso il Ministero per le Infrastrutture, nell'ambito del Programma Operativo Nazionale di Sicurezza. Aver già attivato la videosorveglianza darà, al Comune di Avellino, la precedenza sugli altri enti che presenteranno, per la prima volta, il progetto per accedere ai fondi. Proprio in virtù della corsia preferenziale che potrà seguire l'ente di piazza del Popolo, l'assessorato alla Riqualificazione Urbana ha predisposto il progetto per estendere la videosorveglianza. Il sistema messo in piedi dalla Nexera, tra l'altro, consente l'attivazione di cinque nuove telecamere senza la necessità di apportare modifiche al software della cabina di regia allestita presso il comando della Polizia Municipale nella caserma San Generoso. Tra due mesi ci sarà, intanto, la verifica della prima fase di attuazione del progetto. Subito dopo, si deciderà se apportare modifiche al sistema. Ma, al vaglio dell'amministrazione Galasso, c'è anche la possibilità di attivare, in tempi brevi, la cosiddetta videosorveglianza ”intelligente” che non prevede l'impiego di personale nella sala operativa.

"Il Mattino" 26/07/05


Videosorveglianza, va in onda il flop
BORIS AMBROSONE Videosorveglianza in città, l’esperimento destinato al fallimento sul fronte della prevenzione dei fenomeni di criminalità. Altro che «Grande fratello» e violazione della privacy: sembra che i nove occhi controllori dislocati in altrettante aree cittadine siano miopi. A sollevare il caso, il capogruppo in consiglio comunale di Alleanza Nazionale, Giovanni D’Ercole, che, raccogliendo resoconti tecnici e pratici da fonti attendibili, ha riferito alcuni particolari tecnici delle telecamere che di fatto rendono inservibile il sistema di sorveglianza: «Il primo difetto tecnico – spiega D’Ercole – è dovuto all’inefficienza delle telecamere nelle ore notturne. Di fatto, registrano il buio. Altro difetto riguarda la caratteristica per cui le postazioni tengono sotto monitoraggio porzioni troppo esigue della città. Anche il sistema di registrazione ha numerose falle. Il monitor, infatti, registra solo tre secondi di ripresa per telecamere, senza la possibilità di zoomare, qualora, la fortuna decida di far beccare in flagranza eventuali delinquenti». Difende, invece, il sistema, l’assessore Maurizio Petracca, referente del progetto di videosorveglianza. «Non mi risulta che i difetti evidenziati dal consigliere D’Ercole corrispondano a verità, né mi sono mai stati segnalati dal comandante dei vigili urbani, fatto salvo per il problema relativo ad alcune zone, non sufficientemente illuminate e che di notte non consentono la registrazione di immagini nitide - dice Petracca -. Alcune telecamere sono mobili e nel loro perpetuo movimento a 360 gradi non possono rimanere fisse su di un punto. Per quanto riguarda il problema dell’oscurità ci stiamo attivando per la risoluzione che potrebbe essere risolta potenziando l’illuminazione. In ogni caso, il dispositivo è un utile strumento nella gestione del traffico cittadino, in quanto si può conoscere in tempo reale il flusso di circolazione delle nove aree dove sono installate le telecamere ed inviare all’occorrenza le unità dei vigili urbani». Dall’entrata in vigore del sistema, però, non risulta che le telecamere abbiano contribuito a cogliere in flagranza responsabili di episodi di microcriminalità, ed è ancora troppo presto per valutare l’incidenza del dispositivo come deterrente, anche se in poco più di un mese non sono mancati episodi di vandalismo rapine, furti e scippi. Nessuna segnalazione è stata inviata dal comando dei vigili alla squadra Mobile per episodi di microdelinquenza. Resta a questo punto il dubbio che i circa 97 mila euro spesi per l’installazione non siano giustificati dall’uso per ora esclusivo, di controllo del traffico cittadino, anche se sembra un “mal comune” a molte realtà d’Italia, che si sono dovute arrendere all’evidenza del fatto che le telecamere in spazi aperti non contribuiscono alla lotta alla criminalità, mentre sono più funzionali in luoghi come stazioni, metropolitane e edifici ad alta frequenza pubblica, con presenza di operatori.

"Il Mattino" 18/01/06


«Telecamere ok, ma il piano va rivisto»
CINZIA PUOPOLO Le aspettative erano tante. Troppe, forse, rispetto alle risposte che la videosorveglianza può dare nella lotta alla microcriminalità. E, il primo a confermare che il sistema, così com’è stato partorito ha bisogno di qualche correttivo, è proprio il responsabile del progetto, il comandante della Polizia Municipale, Carmine Tirri. Comandante, nella sala operativa c’è un solo monitor per controllare nove telecamere. E’ sufficiente, secondo lei? «Al momento abbiamo un solo monitor, ma è diviso in nove sezioni e consente di tenere sotto controllo tutte le telecamere. L’operatore se nota qualcosa di strano può ingrandire l’immagine e soffermarsi solo su una telecamera. Abbiamo, però, già fatto richiesta di altri due monitor che presto saranno installati». La qualità delle immagini garantisce il controllo anche nelle ore notturne, dove, più spesso, si verificano reati di microcriminalità? «Di notte abbiamo qualche problema per la carenza di illuminazione, ma, anche per questo, ci stiamo attrezzando per potenziare il sistema». Negli ultimi giorni si sono verificate ben due aggressioni in piazza Kennedy, una delle zone ”videosorvegliate”. In nessuno dei casi la telecamera a circuito chiuso è stata utile alle indagini. «Non abbiamo avuto fortuna. Abbiamo visionato le immagini ma, in entrambi i casi, la telecamera era girata in un punto diverso da quello in cui si è verificata l’aggressione». A sei mesi dall’entrata in funzione della videosorveglianza, sul fronte della lotta alla microcriminalità il sistema non ha dato grossi risultati. E’ vero? «L’utilità della videosorveglianza come deterrente alla criminalità è indubbia. Certo, se si volesse controllare tutta la città, occorrerebbero centinaia di telecamere. Abbiamo ottenuto più risultati per quanto riguarda il traffico. Con questo sistema, infatti, riusciamo ad indirizzare i vigili nei punti più caotici». Il sistema, comunque, va migliorato. In che modo? «Proporrò di potenziare il sistema e di spostare qualche telecamera nelle zone più a rischio». Quali telecamere potrebbero essere spostate? «Penso a quella di Picarelli e a quella di San Tommaso che potrebbero essere trasferite nella zona dei platani oppure in piazza Kennedy, una delle zone più ”calde”».

"Il Mattino" 18/01/06


Approvato il progetto del Ministero dell'Interno. Il Questore: monitoraggio continuo e controlli incrociati

AMEDEO PICARIELLO Alle spalle l'esperienza per niente positiva messa in campo dal comune, la città di Avellino si appresta a voltare pagina sul sistema di videosorveglianza. Il ministero dell'Interno ha dato l'ok ad un innovativo progetto promosso proprio dalla Questura. L'iniziativa, che si basa sulle più moderne tecnologie di rilevamento, è stata finanziata con fondi della Comunità europea. L'annuncio è stato dato dal questore De Iesu. Saranno 160 i dispositivi piazzati in punti strategici del comune capoluogo. Si tratta di un centinaio di occhi elettronici a cui si aggiungeranno sessanta telecamere ad ampio raggio. «Questo sistema - spiega il questore di Avellino Antonio De Iesu - è un modello tecnologicamente avanzato. Siamo convinti che accanto alle risorse umane e dunque agli uomini in strada, il controllo del territorio vada gestito anche attraverso i migliori strumenti che oggi la tecnologia ci mette a disposizione». E questo del controllo intelligente è un cavallo di battaglia del questore. «Ho personalmente sperimentato positivamente questo metodo durante la mia esperienza professionale a Napoli - dice - dove in questo settore sono stati investiti 10 milioni di euro. Non abbiamo fatto altro che mutuare questo progetto attingendo ai fondi che l'Europa stanzia per gli investimenti avanzati in sistemi di sicurezza in aree degradate. E grazie all'appoggio del capo della Polizia siamo riusciti a portare avanti l'iniziativa». Telecamere e occhi elettronici saranno installati innanzitutto ai varchi della città: dalla frontiera Ovest (Torrette di Mercogliano) a quella Est (Pianodardine e via Francesco Tedesco) ma anche agli accessi intermedi come san Tommaso-rione Mazzini, la Variante ed infine la zona alta in direzione Benevento. Ancora: il centro. Diverse le zone che saranno monitorate dalla videosorveglianza: su tutte piazza Libertà e i luoghi della movida giovanile come via De Concilii e viale Italia. «Il problema non è piazzare telecamere - spiega sempre il questore De Iesu - ma rendere efficace lo strumento. E per questo punteremo sulla forma più avanzata nei controlli che è data dagli occhi elettronici che sono in grado di leggere e acquisire i numeri di targa dei veicoli e nel giro di pochi secondo di confrontare queste informazioni con la banca dati del ministero dell'Interno. In questo modo l'operatore che è di turno nella sala operativa saprà se si tratta di un mezzo rubato o di interesse investigativo e potrà allertare le pattuglie in servizio in città sia nostre che delle altre forze di polizia a seconda, naturalmente, della competenza territoriale stabilita nei piani quotidiani di controllo». Per studiare meglio la situazione, di recente sono stati in città gli esperti della ditta che gestisce il servizio telematico. Il collegamento dovrà avvenire sia via cavo attraverso la banda larga che in wireless. A Roma si stanno limando le procedure per indire da subito la gara di appalto e, stando alle stime, entro fine anno sarà attivato il servizio.

"Il Mattino" 08/01/09


In città funzionano gli impianti del Comune ma continua la pioggia di critiche sull’utilità

La videosorveglianza è stata già sperimentata ad Avellino, anche se il sistema non è mai decollato. É stata l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Galasso a far installare, quasi quattro anni fa (nel 2005 il via al progetto con la realizzazione dell'impianto e l'ok al regolamento per l'utilizzo da parte del Consiglio), una serie di telecamere in punti ritenuti strategici della città, per la concentrazione di persone e per il rischio delinquenza. Piazza Kennedy (qui è fuori uso per la presenza del cantiere per la realizzazione del parco urbano), piazza Amendola, via de Concilii, parcheggio del teatro «Gesualdo», piazza Libertà, nei pressi delle curve dello stadio, nel parcheggio del «Partenio», via Fricchione, Campo Genova, piazza Aldo Moro, Rione San Tommaso e Picarelli, le aree nell'obiettivo delle telecamere. La centrale operativa che raccoglie le immagini si trova presso la sede della polizia municipale, dove alcuni vigili urbani formati allo scopo si occupano del servizio. Il sistema di videosorveglianza promosso dall'amministrazione, però, non ha mai convinto una parte dei consiglieri comunali di entrambi gli schieramenti, «per alcune carenze degli impianti che sono stati scelti». Le telecamere installate in città non sono munite di raggi infrarossi, quindi quando c'è poca luce e, ovviamente, nelle ore serali l'immagine non è nitida. Non solo: una parte ha l'obiettivo fisso, quindi il raggio d'azione è limitato e le immagini che arrivano da tutti gli apparecchi alla centrale operativa non sono continue, ma per fotogrammi. In ogni caso, la regia unica registra quanto ripreso da ogni singola telecamera. La registrazione rimane a disposizione per due giorni, poi viene distrutta. Non tutti, per una tutela della privacy, possono accedere ai video. Solo i vigili urbani competenti per il servizio e le forze dell'ordine, nel momento in cui le immagini siano utili ai fini di un'indagine. Nei mesi scorsi è stato ipotizzato anche un potenziamento del sistema, con un nuovo investimento da parte dell'amministrazione. Ma finora non se n'è fatto nulla.

"Il Mattino" 08/01/09

Videosorveglianza

Mappatura telecamere

 

Delibera Comune di Avellino (pdf)

 

Rassegna stampa

 

Tipologia telecamere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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